Monthly Archives: novembre 2013


I 4 PRINCIPALI ARGOMENTI DEL TAVOLO 4

– L’aspetto culturale nella pianificazione urbanistica.

La materia urbanistica è certamente fondamentale strumento di organizzazione e salvaguardia del Territorio. Interessante comprendere quanto abbia pesato e pesi oggi il fattore Cultura nella redazione di piani, programmi, norme tecniche e regolamenti e il grado di sensibilità raggiunto in tal senso da parte di tecnici e amministratori. Risparmio dell’uso del suolo, attenzione reale ai centri storici maggiori e minori, fasce di rispetto effettive, rispetto della cultura e delle tradizioni locali, sono solo alcune delle importanti tematiche che possono essere qui discusse ed approfondite.

    1. – Uso e bellezza, funzione ed estetica.

Utilitas e Venustas , per dirla con Vitruvio, sono due requisiti fondamentali che, specie nelle nostre città e nei nostri paesi, di pari passo con il progresso sociale economico e tecnologico, si sono sempre più spesso scontrati, con esiti anche drammatici. La ricostruzione di un equilibrio possibile, che non sacrifichi e non calpesti nessuno dei due fattori citati, a partire proprio e ad esempio, da una riconciliazione tra lo spazio commerciale, industriale e agricolo e l’immediato contesto, può essere una delle sfide della nostra epoca.

    1. – Tecnologia e impatto visivo.

Il progresso tecnologico ha portato progressivamente una serie di materiali e nuovi elementi più o meno impattanti che secondo criteri di economicità o esigenze di rinnovamento impiantistico, hanno in molti casi sconvolto l’immagine urbana e paesaggistica tradizionale. La ricerca di una maggiore armonia e la necessità di un impegno finalizzato, in certi casi, a stabilire quale priorità l’autenticità dei luoghi rispetto alla comodità del progresso, possono anche dar forma a linee guida da verificare e condividere.

4.4 – Sicurezza e lotta al degrado.

Partendo dal presupposto che, molto più spesso del contrario, è il contesto degradato a creare disagio sociale, sono necessarie riflessioni sulle qualità che il territorio deve possedere per essere percepito in termini di accoglienza e vissuto con partecipazione. La buona illuminazione pubblica, l’efficace raccolta dei rifiuti, la lotta ai graffiti e al vandalismo, l’interscambio dei mezzi di trasporto, sono solo alcune azioni tra le tante da sperimentare e promuovere da parte di chi amministra e gestisce il territorio. Tuttavia l’obiettivo della qualità territoriale tradotta in qualità della vita, dovrebbe coinvolgere il più possibile la cittadinanza e l’associazionismo privato, a tutti i livelli.

Coordinatore: Riccardo Pasquino.

mail: pasquino@manifestocultura.it

PRESENTAZIONE

Lo scopo di questo Tavolo n. 4 (nel solco delle finalità generali dell’iniziativa #ManifestoCultura) è quello di riunire diverse e anche opposte personalità e professionalità intorno alla consapevolezza che lo spazio urbano, lo spazio antropizzato, il paesaggio, il territorio, il luogo, sono i primi e più immediati veicoli della trasmissione culturale e che essi comprendono al proprio interno tutto ciò che è e che fa Cultura. Uno spazio composto quindi sia di eccellenze culturali da imitare, da diffondere e da cui lasciarsi contagiare (i beni vincolati, i parchi e i giardini, i musei, gli archivi, le ville, i teatri, i borghi storici, le aree archeologiche, ecc.) che di situazioni, spesso culturalmente degradate, da riqualificare, valorizzare, ri-comprendere (le periferie, molti centri storici maggiori e minori, le campagne, le pertinenze infrastrutturali, ecc.).

L’urbanistica, o meglio la pianificazione territoriale, è il primo e principale strumento della tutela e organizzazione del territorio ma non sempre riesce ad interpretarne/rispettarne/qualificarne adeguatamente l’altissima valenza culturale.

La musealizzazione a volte esasperata non può contrapporsi allo sfruttamento commerciale. L’esigenza di maggiore sicurezza e la lotta al degrado non possono sempre giustificare sventramenti e demolizioni. I molteplici e sempre nuovi prodotti dello sviluppo tecnologico e impiantistico non possono soffocare i luoghi della Storia e i materiali della tradizione. USO e conservazione, funzionalità e BELLEZZA, dovrebbero convivere, magari allegramente. Equilibrarsi il più possibile, senza tuttavia perdere il proprio rispettivo carattere.

Per un Paese come l’Italia l’aspetto, non solo estetico ma anche sociale, che assume il Territorio, in tutte le sue specificità e nei confronti dei suoi fruitori occasionali o abituali (ma non solo turisti), è veramente importante. E’ la più bella cartolina, la scuola più formativa, la migliore educazione civica per le future generazioni.

Forse il periodo di crisi e la solo recente attenzione al risparmio della risorsa suolo, possono essere insieme occasioni storiche, uniche ed irripetibili, per riflettere seriamente sulle possibilità reali di riqualificazione dell’esistente.

L’intenzione iniziale, condivisa con i primi entusiasti aderenti, è un confronto aperto, maturo e partecipato, inteso a sviscerare e sbugiardare le contraddizioni e i conflitti, ad evidenziare i punti deboli e le criticità, a ricercare, rilevare e sottolineare le eccellenze e gli esempi virtuosi, a focalizzare l’attenzione sull’attuazione pratica delle esperienze e sulla verifica degli esiti effettivi. Con il coraggio di scendere nel dettaglio ma senza perdere di vista il quadro d’insieme. Con la predisposizione a proporre nuove idee ma senza dimenticare il prezioso contributo che viene da esperienze analoghe, dalle attività di associazioni e organismi che già si sono occupati o si stanno ancora occupando delle tematiche affrontate. Con lo sguardo aperto contemporaneamente al passato, al presente e al futuro, perché di questa sovrapposizione continua è generato e ri-generato il “nostro” spazio. Con la disponibilità infine ad instaurare collegamenti (link) possibili e virtuosi con le esperienze svolte e gli argomenti affrontati dagli altri 8 tavoli di questo #ManifestoCultura.

L’obiettivo finale può essere, molto semplicemente, la sintesi del confronto qui avviato e la diffusione di una nuova visuale, più terrena e pratica e utile ad acuire la sensibilità e la responsabilitàdi cittadini, associazioni, operatori del settore, amministratori, politici, nell’affrontare ogni giorno le tematiche che riguardano il valore e l’enorme potenziale culturale della più o meno estesa porzione di territorio ove vivono, operano, amministrano, decidono, legiferano.

6.11.2013

LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DEL PATRIMONIO. STRUMENTI DI TUTELA E DI VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO. DIGITALIZZAZIONE E VIRTUALIZZAZIONE

TEMATICHE DA APPROFONDIRE:

a) Tecnologia per la valorizzazione del patrimonio: web & app
b) Tecnologia per la valorizzazione del patrimonio: interventi sul
territorio
c) Tecnologia per la tutela del patrimono
__________________________________________________________

a) Tecnologia per la valorizzazione del patrimonio: web & app
Siti internet
Per venire incontro alle esigenze del turista è di fondamentale
importanza che un sito archeologico o un museo sia presente in rete in
maniera adeguata, attraverso portali internet che siano caratterizzati da:
• Semplicità nella fruizione
• Informazioni base sempre aggiornate (orari apertura, costi, link a
mostre temporanee e segnalazione eventuali aree chiuse per manutenzione)
• Possibilità di prenotare ed acquistare on line il biglietto con o
senza ulteriori benefit (visita guidata etc.)
• Mappa del sito (tradizionale e/o attraverso percorsi virtuali in 3d) e
galleria fotografica
• Interconnessione con i social network principali e con le pagine
ufficiali su facebook/twitter etc. del sito / eventuale galleria
fotografica fatta da scatti di “visitatori”
• Interazione fra utenti con creazione dei percorsi dal basso,
condivisione di impressioni sui luoghi visitati
Applicazioni per smartphone / tablet
Stante la grandissima diffusione che oramai hanno smartphone e tablet, è
opportuno che i principali musei e siti archeologici siano dotati di una
propria “app”, come del resto già presente in diversi casi in Italia. Al
di là delle informazioni tradizionalmente reperibili sul web
• Mappa del sito archeologico / museo / centro storico
• Breve descrizione delle opere d’arte e/o di eventuali mostre
temporanee presenti
• Itinerari standard di visita
Una “app” ottimizzata per la valorizzazione del patrimonio culturale
dovrebbe offrire:
• Visualizzazione di contenuti georeferenziati sul patrimonio presente,
informazioni mirate al visitatore rispetto al punto in cui si trova in
modo da costruire percorsi di visita personalizzati
• La frase: “L’utente che ha visto questo luogo ha anche visto…”,
consentirebbe di creare percorsi non preconfezionati con la possibilità
di valorizzare aree meno conosciute, perchè non inserite nelle guide
turistiche. E’ il visitatore che crea un suo percorso lo commenta, lo
valorizza, lo condivide.
• In caso di siti archeologici, virtualizzazione con ricostruzione del
sito archeologico dal punto prospettico del visitatore, che potrebbe al
contempo vedere quel che è oggi un monumento ed indizzando la telecamera
opportunamente anche vederne la ricostruzione in 3D.

b) Tecnologia per la valorizzazione del patrimonio: interventi sul
territorio
Virtualizzazione e digitalizzazione utilizzata per valorizzare un
determinato monumento in situ mediante:
• Video percorsi in 3D all’ingresso di musei e/o monumenti che
permettano di ripercorrere la storia del luogo o, in caso di sito
archeologico, una ricostruzione a partire dalle immagini dello stato
attuale del sito a ritroso nei secoli fino all’epoca della costruzione
• In caso di particolari siti archeologici, come terme, domus romane,
ipogei et simii, uso sapiente e mirato di video 3D, luci e suoni per
permettere percorsi di visita che prevedano approfondimenti,
ricostruzioni storiche, descrizioni dell’utilizzo di questo o quel luogo.
• [DA APPROFONDIRE ULTERIORMENTE]

c) Tecnologia per la tutela del patrimonio:
Studi e realizzazione di impianti che permettano ottimizzazione delle
condizioni di fruibilità dei siti e dei musei, per garantire la
conservazione delle opere d’arte e benessere dei visitatori
• Ottimizzazione degli impianti di illuminotecnica e condizionamento che
prevedano variazioni nell’arco della giornata attraverso opportuni timer
e sensori, sia di luminosità che di CO2, tali da poter essere utili
nello stimare il numero di visitatori presenti in una sala ed
ottimizzare il funzionamento dell’impianto di condizionamento, sia in
termini economici che ambientali.
[DA APPROFONDIRE ULTERIORMENTE]

PREVENZIONE, CONTROLLO DEI RISCHI, CONSERVAZIONE

Maltempo, archeologi lanciano allarme per allagamento area Metaponto

http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Basilicata/Maltempo-archeologi-lanciano-allarme-per-allagamento-area-Metaponto_32721639472.html

Partiamo dall’allarme lanciato dagli archeologi dopo l’alllagamento di Metaponto, l’8 ottobre scorso, per tornare al tema a me caro della CONSERVAZIONE, PREVENZIONE, CATALOGAZIONE, piuttosto che RESTAURO, soprattutto dopo che agli allagamenti di Sibari (gennaio 2013) hanno fatto seguito quelli di Metaponto.
E’ urgente ora puntare sulla prevenzione, sulla messa in sicurezza dei siti e dei territori, dei Beni, prima ancora di parlare del loro restauro!!
Per Sibari veniamo a sapere che già nel 2008 c’era stato il rischio di allagamento del sito, la Regione aveva stanziato 4.000.000 di euro, ma i lavori di messa in sicurezza non sono mai stati fatti

http://www.repubblica.it/cronaca/2013/01/3…ibari-51553700/

Forse anche per Metaponto si scoprirà qualcosa di simile!!!
A questo punto è necessario puntare sulla conoscenza dei rischi, per poterli prevenire, creando un ordine di priorità, quindi cominciare a mettere in sicurezza ciò che è a rischio!!
Intervenire con un restauro dopo un disastro come quello di Sibari non riporterà gli intonaci, le murature, le decorazioni allo stato precedente!! Sarà sempre un intervento di emergenza.
Ma un paese come il nostro deve sì saper gestire l’emergenza, ma solo dove non può assolutamente essere prevista una calamità (e con la Carta del Rischio è possibile prevedere molte zone a rischio). Per il resto deve attuare una vera programmazione continuativa, fatta di controllo del territorio e messa in sicurezza, azioni che probabilmente non “brilleranno” dal punto di vista mediatico, ma sicuramente saranno molto più utili alla conservazione del nostro Patrimonio e alla sua conseguente valorizzazione!!

A questo proposito è importante leggere il prezioso contributo di Pietro Petraroia * riguardo l’importanza della Carta del Rischio, per una corretta programmazione e per lo sviluppo

http://www.scienzainrete.it/contenuto/articolo/rilancio-della-carta-del-rischio

ARGOMENTI DI DISCUSSIONE DEL GRUPPO 1 – RESTAURI, TUTELA E RECUPERO DEL PATRIMONIO STORICO, ARTISTICO E ARCHITETTONICO

Dopo l’avvio della discussione iniziale, erano stati focalizzati i seguenti argomenti, suddivisi per semplicità, in tre aree tematiche

UMANISTICA

TECNICA

NORMATIVA

 

AREA UMANISTICA
A1 – Restauro come memoria, momento di conoscenza dell’opera, conoscere per riconoscere, recupero del senso di appartenenza della comunità, consapevolezza
A2 – Educazione alla cultura

AREA TECNICA
B1- Buone pratiche oltre la normativa
B2- Collaborazione tra diverse specializzazioni ed equiparazione dei titoli delle figure professionali nell’ambito di gruppi interdisciplinari (anche con figure di archeologo e geologo)
B3- Attuazione seria di piani di Conservazione Programmata con adeguati finanziamenti
B4- Mappatura dettagliata e catalogazione dei Beni sul modello della “Carta del Rischio ISCR”, per oggettivizzare l’urgenza degli interventi e migliorare la programmazione di spesa ( Proposta di Vito per cartina patrimoniale)
B5- Unificazione dei linguaggi e delle metodologie, partendo dalle Università e dai Centri di Ricerca, costruendo sinergie con questi

AREA NORMATIVA
C1 – decentramento delle Soprintendenze come in Trentino Alto Adige (ora servizi dei Beni Culturali (Enrico)
C2 – Decentramento dei siti museali nazionali, presso i servizi regionali
C3 – Accesso ai dati (open data) del MIBAC sui Beni culturali
C4 – Criteri di premialità nelle gare d’appalto, perchè le gare non vengano sempre esperite al massimo ribasso, per una migliore qualità dei lavori, per una qualificazione delle professionalità (sia per i lavori che per le gare di progettazione professionale)
TEMI ULTERIORI
– Tutela e riscoperta dell’artigianato artistico AREA A
– Formazione di alto livello per artigiani (falegnami, fabbri, scalpellini) da utilizzare per restauri AREA B
– Qualificazione diverse professionalità e criteri di abilitazione , giusta attribuzione delle competenze AREA C

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